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TEMPO MEMORIA E DIRITTO PENALE
Time, Memory and Criminal Law

PROGRAMMA
20 febbraio, h. 17.00 Gaetano Insolera:
Quale memoria per quale diritto penale?
27 febbraio, h. 17.00 Alessandro Gamberini:
Un tempo per giudicare, un tempo per ricordare
6 marzo, h. 15.00 Carlo Sotis:
Tempo e diritto penale
8 marzo, h. 17.00 Nicola Mazzacuva:
La clemenza collettiva
16 marzo, h. 11.00 Fulvio Cortese:
Si può fare memoria con la giustizia?
23 marzo, h. 11.00 Cristina Fernández-Pacheco:
Justicia de transición y memoria histórica en España
26 marzo, h. 11.00 Kai Ambos The Colombian:
Peace Process and Transitional Justice
28 marzo, h. 15.00 Ramon Ragués Valles:
Transcurso del tiempo y responsabilidad penal
6 aprile, h. 11.00 Nicolas Guillou:
Le temps et la justice pénale internationale
12 aprile, h. 15.00 Roberto Bartoli:
Oblio, memoria, ricordo/amnistia, riconciliazione, punizione
13 aprile, h. 11.00 Alicia Gil Gil - Elena Maculan:
Giustizia penale e memoria in contesti di transizione: l'esperienza della Spagna e della Colombia
19 aprile, h. 15.00 Andrea Speranzoni:
Colpe di stato. Il processo italiano per crimini del Plan Condor
20 aprile, h. 15.00 Matteo Costi:
Giustizia penale internazionale e narrazione storica
16 maggio, h. 10.30 Eric Heinze:
Historical denialism and the political foundation of human rights: an anti- libertarian defence of free speech
16 maggio, h. 16.00 Daniele Vicoli:
Giusto processo per una memoria giusta
22 maggio, h. 15 Toni Rovatti:
La costruzione dell'immagine del fascismo repubblicano attraverso i giudizi delle Corti d’Assise straordinarie
23 maggio, h. 15.30 Gerhard Kemp:
Prosecution, discretion and discourse: Perspectives on South Africa's unfinished business of dealing with past atrocities in light of present priorities
28 settembre, h. 15.00 Moritz Vormbaum:
30 Years After the Fall of the Berlin Wall Transitional Criminal Justice in Germany
16 ottobre, h. 15.00 Florian Jeβberger:
Justice delayed, justice delivered – why punish old men for mass atrocities?
24 ottobre, h. 15.00 Flavia Lattanzi:
La giustizia penale internazionale dal Trattato di Versailles allo Statuto di Roma
25 ottobre, h. 15.00 Massimo Donini:
La tutela della memoria storica
23 novembre, h. 11.00 Antonio Vallini:
Memoria e giudizio penale: implicazioni “politiche, morali e metafisiche” dei processi per i crimini nazifascisti in Italia

Per approfondimenti, aggiornamenti, pubblicazioni e conferenze del progetto di ricerca MELA si può consultare il sito internet:
http://melaproject.org
O seguire su: twitter: https://twitter.com/MELAProject2016
O su Facebook: https://www.facebook.com/melaproject/

SEDE: Belmeloro 12, Bologna


Seminari non accreditati, partecipazione libera

 


 

  

 per Árpád Weisz

Árpád Weisz
Il lungo inverno
La parabola
Le Leggi razziali fasciste
Furono 96 i professori universitari italiani di ruolo identificati come ebrei e sospesi dal servizio a decorrere dal 16 ottobre 1938, secondo il R.D.L. 5.IX.1938, n. 1390, e poi dispensati a decorrere da 14 dicembre 1938, secondo il R.D.L. 15. XI. 1938, n. 1779.[51] Per molti l'espatrio rappresentò l'unica possibilità di proseguire la carriera accademica. Coloro che restarono in Italia dovettero affrontare gli anni drammatici della guerra e dell'Olocausto. In realtà il numero di coloro che furono epurati nel 1938 fu molto più alto: ai professori di ruolo vanno aggiunti gli oltre 200 ricercatori e studiosi ebrei che esercitavano la libera docenza, tra cui specialisti di rilievo internazionale.[55] Furono quindi un totale di oltre 300 i docenti epurati dall'università italiana in seguito all'introduzione delle leggi razziali, senza contare i professori di liceo, gli accademici, gli autori di libri di testo messi all'indice e i tanti giovani laureati e ricercatori, la cui carriera fu stroncata sul nascere.[56] Le perdite furono particolarmente significative nei campi della medicina, delle discipline giuridico-economiche, delle scienze e delle materie umanistiche.[57] 

"Auschwitz è un buco nero nella storia dell'umanità: un buco nero che ha di colpo inghiottito, insieme a milioni di vittime innocenti, secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero e dell'arte. Il folle progetto messo in atto con feroce determinazione dai nazisti. Il progetto di sterminare gli ebrei e di cancellare dal nostro continente ogni traccia della loro presenza. In questo stesso giorno ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938". - Sergio Mattarella

"Sopravvivevano i peggiori, cioè i piú adatti; i migliori sono morti tutti. È morto Chajim, orologiaio di Cracovia, ebreo pio, che a dispetto delle difficoltà di linguaggio si era sforzato di capirmi e di farsi capire, e di spiegare a me straniero le regole essenziali di sopravvivenza nei primi giorni cruciali di cattività; è morto Szabó, il taciturno contadino ungherese, che era alto quasi due metri e perciò aveva piú fame di tutti, eppure, finché ebbe forza, non esitò ad aiutare i compagni piú deboli a tirare ed a spingere; e Robert, professore alla Sorbona, che emanava coraggio e fiducia intorno a sé, parlava cinque lingue, si logorava a registrare tutto nella sua memoria prodigiosa, e se avesse vissuto avrebbe risposto ai perché a cui io non so rispondere; ed è morto Baruch, scaricatore del porto di Livorno, subito, il primo giorno, perché aveva risposto a pugni al primo pugno che aveva ricevuto, ed è stato massacrato da tre Kapos coalizzati. Questi, ed altri innumerevoli, sono morti non malgrado il loro valore, ma per il loro valore". - Primo Levi


Sunday 17 November 2019
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