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SEMINARI INTEGRATIVI DI DIRITTO COSTITUZIONALE
Diritto costituzionale della Comunità internazionale

Coordinamento: Prof. Luca Mezzetti

1 AULA A 21 OTTOBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Luca MEZZETTI, Università di Bologna,
L’internazionalizzazione del diritto costituzionale

2 AULA A 28 OTTOBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Elena FERIOLI, Università di Bologna,
Il diritto costituzionale comune: i percorsi del costituzionalismo contemporaneo dopo la seconda guerra mondiale

3 AULA G 4 NOVEMBRE 2016, ORE 9-11:
prof. Fabiana MATTIOLI, Università di Bologna,
I fondamenti romanistici del diritto europeo

4 AULA B 11 NOVEMBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Gaetano INSOLERA, Università di Bologna,
Principi e comparazione: il diritto penale

5 AULA A 18 NOVEMBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Edmondo MOSTACCI, Università “L. Bocconi” di Milano,
Globalizzazione, omogeneizzazione del diritto e strumenti di soft law

6 AULA B 25 NOVEMBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Alessandra ZANOBETTI, Università di Bologna,
Principi e regole del diritto internazionale dell’economia

7 AULA G 2 DICEMBRE 2016, ORE 9-11:
prof. Elisa BARONCINI, Università di Bologna,
Democrazia e relazioni internazionali

8 AULA A 16 DICEMBRE 2016, ORE 9-12:
prof. Michele CAIANIELLO, Università di Bologna,
Principi generali e comuni del diritto processuale penale,tra comunità internazionale e ordinamento interno

La frequenza dei seminari garantirà allo studente iscritto il riconoscimento di
TRE CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI
I seminari si svolgeranno nelle aule del Complesso Belmeloro,
in via Belmeloro 14
Eventuali variazioni di date ed orari saranno tempestivamente comunicate


 


 

  

 per Árpád Weisz

Árpád Weisz
Il lungo inverno
La parabola
Le Leggi razziali fasciste
Furono 96 i professori universitari italiani di ruolo identificati come ebrei e sospesi dal servizio a decorrere dal 16 ottobre 1938, secondo il R.D.L. 5.IX.1938, n. 1390, e poi dispensati a decorrere da 14 dicembre 1938, secondo il R.D.L. 15. XI. 1938, n. 1779.[51] Per molti l'espatrio rappresentò l'unica possibilità di proseguire la carriera accademica. Coloro che restarono in Italia dovettero affrontare gli anni drammatici della guerra e dell'Olocausto. In realtà il numero di coloro che furono epurati nel 1938 fu molto più alto: ai professori di ruolo vanno aggiunti gli oltre 200 ricercatori e studiosi ebrei che esercitavano la libera docenza, tra cui specialisti di rilievo internazionale.[55] Furono quindi un totale di oltre 300 i docenti epurati dall'università italiana in seguito all'introduzione delle leggi razziali, senza contare i professori di liceo, gli accademici, gli autori di libri di testo messi all'indice e i tanti giovani laureati e ricercatori, la cui carriera fu stroncata sul nascere.[56] Le perdite furono particolarmente significative nei campi della medicina, delle discipline giuridico-economiche, delle scienze e delle materie umanistiche.[57] 

"Auschwitz è un buco nero nella storia dell'umanità: un buco nero che ha di colpo inghiottito, insieme a milioni di vittime innocenti, secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero e dell'arte. Il folle progetto messo in atto con feroce determinazione dai nazisti. Il progetto di sterminare gli ebrei e di cancellare dal nostro continente ogni traccia della loro presenza. In questo stesso giorno ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938". - Sergio Mattarella

"Sopravvivevano i peggiori, cioè i piú adatti; i migliori sono morti tutti. È morto Chajim, orologiaio di Cracovia, ebreo pio, che a dispetto delle difficoltà di linguaggio si era sforzato di capirmi e di farsi capire, e di spiegare a me straniero le regole essenziali di sopravvivenza nei primi giorni cruciali di cattività; è morto Szabó, il taciturno contadino ungherese, che era alto quasi due metri e perciò aveva piú fame di tutti, eppure, finché ebbe forza, non esitò ad aiutare i compagni piú deboli a tirare ed a spingere; e Robert, professore alla Sorbona, che emanava coraggio e fiducia intorno a sé, parlava cinque lingue, si logorava a registrare tutto nella sua memoria prodigiosa, e se avesse vissuto avrebbe risposto ai perché a cui io non so rispondere; ed è morto Baruch, scaricatore del porto di Livorno, subito, il primo giorno, perché aveva risposto a pugni al primo pugno che aveva ricevuto, ed è stato massacrato da tre Kapos coalizzati. Questi, ed altri innumerevoli, sono morti non malgrado il loro valore, ma per il loro valore". - Primo Levi


Tuesday 22 October 2019
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