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4 anni senza Giulio               5e57ef554ab3f590123608


  FORMAZIONE CONTINUA-EVENTI GRATUITI
In collaborazione con la Camera penale di Bologna "Franco Bricola"

CONVEGNO DI DIRITTO PENALE

IL DIRITTO PENALE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
Questioni aperte nel dialogo tra teoria e prassi

A margine, presentazione del volume:
D. Castronuovo, F. Curi, S. Tordini Cagli, V. Torre, V. Valentini,
Diritto penale della sicurezza sul lavoro, Bononia University Press, Bologna, 2016

Indirizzi di saluto

Presentazione:
Prof. Avv. Nicola Mazzacuva, Università di Bologna/Camera penale “F. Bricola”

Presiede e modera:
Prof. Avv. Luigi Stortoni, Università di Bologna

Relazioni:
Prof. Francesco Palazzo, Università di Firenze,
Contenuti degli obblighi prevenzionistici, imputazione colposa e discrezionalità giudiziale

Prof. Avv. Giulio De Simone, Università del Salento,
I soggetti responsabili: dagli individui all’organizzazione

Dott. Salvatore Dovere, Cons. della Sezione IV pen., Corte Suprema di Cassazione,
Il nesso di causalità negli infortuni e nelle malattie professionali

Dott. Rocco Blaiotta, Pres. della Sezione IV pen., Corte Suprema di Cassazione,
La colpa e l’imputazione soggettiva dell’evento

7 ottobre 2016
Aula "Primo Zecchi" - Tribunale civile, Via Farini 1 - Bologna

Accreditamento richiesto all’Ordine degli Avvocati di Bologna

Iscrizioni via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì 25 Settembre 2020

 

  

 per Árpád Weisz

Árpád Weisz
Il lungo inverno
La parabola
Le Leggi razziali fasciste
Furono 96 i professori universitari italiani di ruolo identificati come ebrei e sospesi dal servizio a decorrere dal 16 ottobre 1938, secondo il R.D.L. 5.IX.1938, n. 1390, e poi dispensati a decorrere da 14 dicembre 1938, secondo il R.D.L. 15. XI. 1938, n. 1779.[51] Per molti l'espatrio rappresentò l'unica possibilità di proseguire la carriera accademica. Coloro che restarono in Italia dovettero affrontare gli anni drammatici della guerra e dell'Olocausto. In realtà il numero di coloro che furono epurati nel 1938 fu molto più alto: ai professori di ruolo vanno aggiunti gli oltre 200 ricercatori e studiosi ebrei che esercitavano la libera docenza, tra cui specialisti di rilievo internazionale.[55] Furono quindi un totale di oltre 300 i docenti epurati dall'università italiana in seguito all'introduzione delle leggi razziali, senza contare i professori di liceo, gli accademici, gli autori di libri di testo messi all'indice e i tanti giovani laureati e ricercatori, la cui carriera fu stroncata sul nascere.[56] Le perdite furono particolarmente significative nei campi della medicina, delle discipline giuridico-economiche, delle scienze e delle materie umanistiche.[57] 

"Auschwitz è un buco nero nella storia dell'umanità: un buco nero che ha di colpo inghiottito, insieme a milioni di vittime innocenti, secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero e dell'arte. Il folle progetto messo in atto con feroce determinazione dai nazisti. Il progetto di sterminare gli ebrei e di cancellare dal nostro continente ogni traccia della loro presenza. In questo stesso giorno ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938". - Sergio Mattarella

"Sopravvivevano i peggiori, cioè i piú adatti; i migliori sono morti tutti. È morto Chajim, orologiaio di Cracovia, ebreo pio, che a dispetto delle difficoltà di linguaggio si era sforzato di capirmi e di farsi capire, e di spiegare a me straniero le regole essenziali di sopravvivenza nei primi giorni cruciali di cattività; è morto Szabó, il taciturno contadino ungherese, che era alto quasi due metri e perciò aveva piú fame di tutti, eppure, finché ebbe forza, non esitò ad aiutare i compagni piú deboli a tirare ed a spingere; e Robert, professore alla Sorbona, che emanava coraggio e fiducia intorno a sé, parlava cinque lingue, si logorava a registrare tutto nella sua memoria prodigiosa, e se avesse vissuto avrebbe risposto ai perché a cui io non so rispondere; ed è morto Baruch, scaricatore del porto di Livorno, subito, il primo giorno, perché aveva risposto a pugni al primo pugno che aveva ricevuto, ed è stato massacrato da tre Kapos coalizzati. Questi, ed altri innumerevoli, sono morti non malgrado il loro valore, ma per il loro valore". - Primo Levi


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